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08 Giu
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Convention AIS a Bari: fare sistema nel vino italiano

Bari ha archiviato la tre giorni che per la prima volta ha unito Stati Generali e Convention Nazionale AIS, riunendo vertici associativi, delegazioni territoriali, docenti, produttori e partner istituzionali. Dal 5 al 7 giugno, tra le sale di The Nicolaus Hotel e un itinerario tra Bari e la Valle d’Itria, la comunità del vino ha condiviso obiettivi e priorità. Sul tavolo, il futuro del vino italiano: formazione, masterclass e valorizzazione del territorio come strumenti per competere. Al centro il tema del fare sistema tra filiera, istituzioni, scuole e comunità locali, cruciale in un mercato che cambia linguaggi, occasioni di consumo e sensibilità delle nuove generazioni. Dalla platea di sommelier, produttori e partner è arrivata una bussola chiara: collaborazione, cultura e investimento sui giovani per rafforzare il comparto vitivinicolo.

Un settore in crescita: dati e leadership pugliese

Il comparto vitivinicolo nazionale attraversa una fase di trasformazione senza perdere peso specifico. Secondo ISMEA, nel 2025 il vino italiano genera 14 miliardi di euro di fatturato, circa il 10% dell’agroalimentare, con una produzione di 44,4 milioni di ettolitri che conferma la leadership mondiale. In questo quadro la Puglia recita un ruolo da protagonista: oltre 8,4 milioni di ettolitri, pari al 19% del totale e in crescita del 9,7% sul 2024, seconda solo al Veneto (12,4 milioni; 27%), davanti all’Emilia-Romagna (6,4 milioni; 14%). La filiera pugliese conta circa 30.800 imprese, più di 11mila legate ai vini IG, e 91.400 ettari vitati: un ecosistema produttivo che chiede politiche di qualità, formazione e promozione integrata.

La rotta di AIS: collaborazione e formazione

Da Bari AIS ha rilanciato una strategia fondata su collaborazione, etica e competenze. Nella relazione programmatica, il presidente Sandro Camilli ha indicato l’Associazione come piattaforma di raccordo tra filiera, amministrazioni, scuole e territori: attraverso guide, corsi ed eventi, i sommelier diventano ambasciatori delle eccellenze e promotori di un consumo consapevole, culturale e responsabile. Sostenere i percorsi educativi significa rafforzare la tenuta del mercato nel lungo periodo, elevare la percezione del prodotto e difendere il valore dei territori. Un approccio che mette al centro le persone e costruisce capitale sociale attorno al vino italiano, con la formazione come leva competitiva condivisa.

Borse di studio e scuole protagoniste

Nell’ambito della Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio, giunta alla XVI edizione, sono state assegnate cinque borse di studio da 2.500 euro ciascuna a progetti che avvicinano le nuove generazioni alla sostenibilità. Tra i premiati figurano l’I.I.S.S. “Basile-Caramia-Gigante” di Locorotondo, l’IPSSAR “Santa Marta” di Pesaro e l’ITET “Enrico De Nicola” di San Giovanni La Punta, autori di percorsi su vigne e uliveti urbani intesi come luoghi di inclusione sociale, rigenerazione ecologica e cura del paesaggio. L’iniziativa ha coinvolto istituti agrari, alberghieri, turistici e tecnici, rafforzando l’alleanza tra scuola e territorio.

I momenti clou della Convention

Gli Stati Generali hanno aperto i lavori con un confronto tra le aree operative AIS e il contributo scientifico di Vincenzo Russo (IULM) sui mutati comportamenti di consumo: il vino non è in crisi, cambia codici, contesti e occasioni, richiedendo un linguaggio più accessibile e contemporaneo. La Convention del 6 giugno, moderata dal giornalista RAI Gianluca Semprini, ha messo al centro il gioco di squadra e, nel centenario di Luigi Veronelli, la cultura del vino come patrimonio identitario e leva di sviluppo locale. Sul palco, tra gli altri, Dominga Cotarella ha richiamato l’alleanza tra vino, agricoltura e turismo, mentre Roberto Donadoni ha offerto una lettura “sportiva” della crescita di lungo periodo, evidenziando obiettivi, ruoli e metodo come condizioni per la continuità dei risultati.

Puglia da scoprire: tra Bari Vecchia e Valle d’Itria

Accanto alle sessioni strategiche, il programma ha valorizzato la Puglia con masterclass dedicate ai vitigni autoctoni e un itinerario tra i vicoli di Bari Vecchia, prima delle degustazioni della XII edizione di Bianca di Puglia. Nella giornata conclusiva, il percorso in Valle d’Itria ha toccato Alberobello e la Cantina Museo Albea, offrendo ai partecipanti un’immersione tra architettura rurale, memoria contadina e innovazione enologica. Un racconto esperienziale che lega paesaggio, identità e formazione, mostrando come la qualità del territorio sia parte integrante della competitività del comparto vitivinicolo e della sua narrazione.

Chi è AIS

Fondata nel 1965, l’Associazione Italiana Sommelier è oggi il più grande network italiano dedicato alla cultura del vino: 45.000 soci, 146 delegazioni e oltre 2.000 corsi all’anno tra Italia ed estero, tra formazione, master e seminari su degustazione, servizio e comunicazione. Con questa infrastruttura professionale, AIS sostiene produttori e territori, presidia la qualità dell’informazione e accompagna l’evoluzione del mercato con competenze aggiornate. La capacità di fare rete con istituzioni, scuole e imprese rafforza la missione: valorizzare il vino italiano come bene culturale e motore di sviluppo.