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02 Gen
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Da Trump stop al super-dazio USA sulla pasta italiana: soddisfazione del governo e delle imprese

Una notizia attesa e accolta con sollievo dall’intera filiera agroalimentare italiana è arrivata nella notte di Capodanno: il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha deciso di ridurre in modo significativo i dazi sulle importazioni di pasta italiana, scongiurando l’ipotesi di un temuto “super-dazio” che avrebbe potuto compromettere seriamente l’export del Made in Italy.

La misura arriva al termine di una fase complessa, durante la quale alcuni produttori italiani erano stati accusati di dumping, ossia di vendere la pasta sul mercato statunitense a prezzi considerati troppo bassi rispetto alla concorrenza locale. Accuse che avevano portato, lo scorso settembre, all’introduzione di aliquote provvisorie molto elevate. La revisione annunciata ora ridetermina invece i dazi in misura nettamente inferiore, riconoscendo la correttezza dell’operato delle aziende italiane.

In una nota ufficiale, la Farnesina parla di un risultato importante:
«L’analisi post-preliminare ridetermina in misura significativamente più bassa le aliquote fissate in via provvisoria lo scorso 4 settembre. La decisione rappresenta un segnale di riconoscimento della fattiva volontà di collaborazione delle nostre imprese da parte delle autorità statunitensi ed è anche la conferma dell’efficacia del sostegno assicurato dal Governo italiano sin dall’inizio del procedimento».

Riduzione drastica delle aliquote

Nel dettaglio, per il marchio La Molisana il dazio è sceso da oltre il 90% al 2,26%, mentre per Garofalo l’aliquota è stata ridotta al 13,98%. Per gli altri produttori non direttamente esaminati, il dazio è stato fissato al 9,09%, a cui resta comunque da sommare il 15% di dazio generale applicato alle importazioni dall’Unione Europea in base agli accordi siglati durante la presidenza Trump nel 2025.

Una revisione che allenta le tensioni commerciali e soprattutto evita un impatto pesantissimo sui prezzi al consumo negli Stati Uniti: secondo le stime, un super-dazio avrebbe potuto raddoppiare il costo della pasta italiana sugli scaffali americani, favorendo prodotti di qualità inferiore e fenomeni di Italian sounding.

Un mercato chiave per il Made in Italy

Il mercato statunitense rappresenta infatti un asset strategico per l’industria della pasta italiana. Nel solo 2024, le esportazioni verso gli USA hanno raggiunto 671 milioni di euro, confermando gli Stati Uniti come il principale mercato extraeuropeo per il settore.

La decisione americana consente quindi di tutelare il valore, la qualità e la competitività del Made in Italy, preservando uno dei simboli più riconosciuti della tradizione alimentare italiana nel mondo.

Il plauso delle associazioni di categoria

Soddisfazione è stata espressa anche dalle principali associazioni di settore. Coldiretti e Filiera Italia hanno ringraziato il Governo per l’azione diplomatica svolta, sottolineando l’importanza della cooperazione tra istituzioni e imprese.

Margherita Mastromauro, presidente dei pastai di Unione Italiana Food, ha parlato di un risultato frutto di un lavoro lungo e complesso:
«Questo esito premia l’impegno costante svolto al fianco delle nostre imprese associate, che hanno affrontato il procedimento con serietà, trasparenza e spirito di collaborazione. È la dimostrazione di quanto sia centrale il ruolo di Unione Italiana Food nel tutelare e rappresentare il Made in Italy sui mercati internazionali».

Una decisione che, almeno per ora, mette al riparo uno dei pilastri dell’export agroalimentare italiano e rafforza il dialogo commerciale tra Italia e Stati Uniti.

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